Ripresa degli allenamenti: quali precauzioni?

Argomento della 417° puntata - 19 maggio 2020

Oggi affrontiamo un problema frequente correlato alla ripresa degli allenamenti dopo un lungo periodo di stop. Il fermo dall’attività fisica determina un decadimento della performance ma anche una serie di compromissioni di tipo metabolico.
Essere allenati infatti rappresenta per l’organismo una condizione estremamente dispendiosa in termini energetici, dovendo far fronte ad un metabolismo completamente differente, ad un maggiore consumo energetico che non è soltanto frutto dell’allenamento ma anche delle strutture che lo sostengono, in primo luogo i muscoli, e ovviamente ai processi ormonali e di rigenerazione tissutale.

Quando interrompiamo il lavoro per un periodo di tempo medio lungo vi è quindi una graduale perdita di funzionalità, quello che è il detraining opera su numerosi parametri, abbiamo una riduzione della forza, una perdita dei volumi muscolari, un riduzione dell’efficienza cardiocircolatoria. Un po’ tutto il nostro corpo cambia, passando perfino per il tessuto ematico e la capacita di trasporto e utilizzo di ossigeno da parte del corpo.
Uno degli aspetti peggiori riguarda in ogni caso una modifica nelle modalità di utilizzo di zuccheri e grassi da parte del corpo, che può aver portato ad un incremento di valori come trigliceridi e glicemia, e ad un aumento del deposito lipidico all’interno delle strutture vascolari.

Il cambiamento determinato dalla fase di detraining è naturalmente proporzionale a tre aspetti, da quanto tempo ci si allenava prima dello stop, quanto tempo è effettivamente durata la pausa, e se si è trattato di uno stop definitivo o se abbiamo continuato a fornire degli stimoli sebbene di tipo ridotto.

D. Ma quindi adesso come occorre comportarsi? E non abbiamo proprio nessun elemento positivo magari per chi si è sempre allenato e ha smesso di farlo per qualche mese?

Partiamo dalle notizie positive, chi si è sempre allenato tornerà prima ad uno stato di forma ed efficienza, ma avrà avuto anche qualche altro vantaggio, se pensiamo per esempio a tutti gli stati dolorosi, spesso di tipo muscolare o articolare, correlati ad allenamenti molto impegnativi e senza mai una pausa, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, uno stop prolungata ha finalmente giocato a favore di questa situazione.

E’ chiaro però che a maggior ragione, i soggetti molto sportivi, come quelli che magari non lo erano o lo erano da meno tempo, dovranno iniziare in modo estremamente graduale, perché spesso l’idea di poter ripartire in quarta non solo non determina alcun reale vantaggio in termini di performance, ma aggrava ancor di più lo stress cui l’organismo viene sottoposto.
Abbiamo il vantaggio di poter contare su una memoria muscolare, che coinvolge sia ambiti nervosi che strutturali, e questo certamente migliora i tempi di ripresa, ma non tutte le nostre strutture hanno analoghi tempi di adattamento. Ad esempio i tendini richiedono una tempistica mediamente maggiore rispetto ai muscoli, così come le strutture cardiocircolatorie.

La parola d’ordine per chi dopo uno stop decide di ripartire è quindi la gradualità. Da parte di un sedentario è facile aspettarsela, chi invece è desideroso di riacquistare uno stato di forma compromesso è un soggetto maggiormente esposto ai rischi, quindi paradossalmente più vulnerabile.