Maltodestrine: l’alternativa che non ti aspetti

Argomento della 395° puntata - 17 dicembre 2019:

I nostri ascoltatori più assidui ricorderanno che in chiusura di stagione lo scorso anno abbiamo avuto modo di parlare della migliore alternativa alle classiche proteine da integratore, utilizzate come ultimo pasto prima di andare a dormire con l’obiettivo di massimizzare gli effetti plastici sulla muscolatura. In quella occasione abbiamo segnalato come la ricotta si fosse dimostrata un prodotto estremamente valido ed efficace, paragonabile in tutto e per tutto ad uno shaker proteico tanto amato dai nostri amici che si allenano da più tempo e con maggiore intensità.

Oggi esaminiamo una valida alternativa ai prodotti glucidici, quindi ai carboidrati e per l’esattezza all’impiego di maltodestrine, utilizzate di frequente soprattutto da chi fa attività di endurance e comunque da coloro i quali hanno l’esigenza di tenere alto il livello di “carica” dei propri muscoli.

Introdurre carboidrati in queste circostanze infatti aiuta ad avere livelli di performance costantemente più elevati.

Ebbene uno studio pubblicato ed eseguito su un campione di ciclisti che percorrevano mediamente quasi 300Km a settimana, tutti con un grado di allenamento medio/alto, ha verificato che sostituire le classiche malto destrine con della purea di patate, in contenuto e dosi analoghe in termini di valore energetico, ha permesso di ottenere prestazioni di alto profilo su un percorso che simulava un tracciato da competizione.

Numerosi sono stati i parametri rilevati, e tra questi la glicemia, la temperatura corporea, l’intensità del lavoro, ma anche lo svuotamento gastrico ed eventuali problemi gastrointestinali, oltre che frequenza cardiaca e concentrazione di lattato ematico. Quello che emerge è una sostanziale mancanza di differenza tra chi ha utilizzato il classico gel e chi ha introdotto la purea di patate.

D. questo significa che molti integratori possono essere sostituiti dagli alimenti, o questa è una conclusione troppo semplicistica?

La conclusione, come correttamente dici, è un po’ troppo semplicistica, e non è ipotizzabile sostituire sempre, per tutti e in ogni caso gli integratori con analoghi alimenti. Ma questo genere di studi, che apparentemente fanno un giro intorno all’evoluzione della nutrizione in ambito sportivo (nel senso che una volta c’erano solo i classici prodotti alimentari, mentre oggi sembrano esserci solo integratori di altissimo livello), servono a tornare un po’ con i piedi per terra, a distaccarsi dal concetto troppo radicato di integratore-talismano.

Chiunque lavori o frequenti gli ambienti sportivi conosce bene il fatto che molto spesso le persone hanno l’idea distorta che alla base ci siano gli integratori utilizzati. Nessuno più chiede cosa sia meglio mangiare prima di un allenamento, o dopo averlo compiuto, tutti chiedono quali sono i migliori integratori preworkout e postworkout, anche quando l’efficacia del prodotto è della banalissima caffeina presente assieme ad altri elementi fondamentalmente inutili. Prendere un caffè è ritenuto troppo banale.

Per il corpo invece l’integrazione è assolutamente marginale, alla base c’è e ci sarà sempre l’allenamento, con tutte le sterminate caratteristiche che può possedere, in primo luogo in termini di intensità, frequenza, quindi di impegno profuso.

L’alimentazione, ed eventualmente gli integratori, sono un supporto accessorio. Un allenamento perfetto produce risultati anche senza integratori.

Questo ovviamente non vuole essere un demonizzare l’impiego degli integratori, semmai ricordare che sono fondamentalmente l’analogo degli alimenti, anche se ormai si pretende sempre che anche dietro la validazione di una semplice patata ci sia uno studio scientifico.