Dieta vegana, dimagrimento e composizione corporea

Argomento della 392° puntata - 26 novembre 2019:

Prima di iniziare questa puntata ci tengo a precisare che non sono vegano, ritengo doveroso farlo perché spesso a parlare di effetti benefici di questo regime alimentare (che pure presenta dei problemi se seguito in modo sconsiderato) sono dei vegani in prima linea desiderosi di fare proseliti e talvolta forzando il risultato delle ricerche.

Dal canto mio sono sempre molto critico rispetto a tutto, ma allo stesso modo non posso esimermi dal sottolineare elementi positivi. Da una ricerca recente presentata a Barcellona nel corso dell’annuale incontro dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete, sono emersi interessanti risultati.

E’ stato studiato un campione di individui che hanno seguito una dieta vegana a basso apporto lipidico, sui quali è stata valutata la composizione corporea, la composizione del microbiota intestinale e la sensibilità all’insulina. Dopo 16 settimane di regime controllato nel gruppo di soggetti alimentati secondo un regime vegano si è registrato un significativo calo di peso, e in particolare una compromissione della massa adiposa, associato ad un miglioramento della sensibilità insulinica e del grasso viscerale.

Certamente il calo di peso è associabile a variazioni dell’introito calorico, ma l’elemento importante è l’aumentata presenza di 2 specifiche specie batteriche (Faecalibacterium prausnitzii +4.8% e Bacteroides fragilis +19,5%), specie batteriche direttamente associate al controllo del peso e alla riduzione della massa adiposa viscerale e aumenti della sensibilità insulinica.

Ci tengo a sottolineare, e gli stessi autori lo hanno fatto, che l’apporto calorico è un elemento chiave di un simile risultato in termini di perdita peso, ma è altrettanto importante evidenziare come il ruolo del microbiota sia non meno significativo in termini di adattamenti correlati alla sua composizione e all’ottimale e impiego dei depositi lipidici.

D. Ho notato che sempre più spesso parliamo nella nostra rubrica dei batteri intestinali, come mai c’è questo boom di interesse intorno al tema?

L’importanza della popolazione batterica intestinale è sempre stata nota in campo medico, ma le moderne tecnologie stanno rapidamente permettendo di fare scoperte sempre più interessanti in relazione al microbiota e alle sue infinite ripercussioni sulla salute dell’essere umano, sia sul piano fisico che emotivo, è possibile reperire studi compiuti su gemelli che apparentemente senza motivo hanno differenti tendenze ad aumentare di peso, così come sul corredo batterico di popolazioni che vivono isolate rispetto a quello che definiamo “mondo civilizzato”, e basti pensare che perfino la differenza tra parto naturale e parto cesareo può determinare un differente corredo batterico che poi ci porteremo per tutta la vita.

Influenzando quindi tanti aspetti della vita e dello sviluppo dell’essere umano, vi sono numerose correlazioni con la performance sportiva, e con quelli che sono aspetti più correlati con aree che possiedono risvolti anche banalmente estetici.

La ricerca che abbiamo oggi descritto è già oggetto di ulteriori e più complesse indagini, quello che sappiamo per certo è che a determinare le variazioni sin qui descritte sia merito delle abbondanti fibre contenute nei prodotti di origine vegetale. Senza quindi spingersi verso cambi radicali del proprio regime alimentare, aumentare quelli di provenienza vegetale non può che contribuire in termini di benessere ed efficienza fisica.