Dieta chetogenica, dieta paleo e danno vascolare

Argomento della 400° puntata - 21 gennaio 2020:

Il settore delle diete è uno dei più floridi da quando il cibo ha smesso di essere un problema correlato alla sua carenza ed è diventato un problema connesso con la sua abbondanza. Ancora più problematico e rischioso è quando ci si affida alle notizie che circolano sui social o al sentito dire da qualche influencer o “amico che se ne intende”. Le dinamiche e la complessità di quello che può succedere sono infatti spesso difficili da comprendere perfino per gli addetti ai lavori, anche perché ogni nuovo regime dietetico che diviene in qualche modo “di massa”, ha bisogno di tempo prima che faccia emergere tutte le sue criticità, e naturalmente quando queste emergono è segno che qualcuno il danno lo ha già subito.

La dieta chetogenica è un caso emblematico, così come pure la paleodieta, entrambi regimi alimentari ormai molto in voga e diffusi, che per varie ragioni hanno fatto proseliti. La dieta chetogenica perché sembrerebbe ottimizzare il processo dimagrante, la dieta paleo perché promette di vivere cent’anni e anche più, forse anche 120!

Solo per citare due studi relativamente recenti è stato riscontrato cosa accade quando in un regime dietetico come quello chetogenico (caratterizzato da una grande presenza di grassi e proteine, e un drastico calo dei carboidrati) vengono reintrodotti dei carboidrati in modo significativo, pratica spesso comune a chi segue il “fai da te”, poichè ancorati al concetto della giornata di “sgarro”. Ebbene è emerso come, facendo assumere una dose di carboidrati paragonabile a circa un piatto di pasta, dopo appena 7 giorni di regime chetogenico in soggetti sani, sono stati rilevati dei marker ematici tipici di persone con problemi vascolari, con morte e danneggiamento di cellule endoteliali. E’ facile pensare cosa potrebbe accadere dopo ripetuti periodi di simile comportamento.

Non va meglio a chi si affida per lungo periodo alla dieta paleo o quelle che a tale regime si ispirano, questo tipo di alimentazione infatti determina una maggiore produzione TMAO (ossido di trimetilammina) un prodotto direttamente correlato al rischio cardiovascolare (e non solo) determinato dalle modifiche del microbiota intestinale a seguito di una simile dieta.

D. Direi quindi che la possibilità di vivere 100 o 120 anni è quindi improbabile, mi pare ovvio che la soluzione migliore sia sempre quella di affidarsi ad un professionista, o ci sono altre soluzioni percorribili? No, l’ideale come correttamente dici è sempre quello di rivolgersi ad un professionista della nutrizione, sebbene mi duole affermare che molto spesso anche molti professionisti si lasciano attrarre o “convincere” ad orientarsi su regimi molto discutibili e non adatti ad alcuni soggetti.

L’altro suggerimento è sempre l’uso del buonsenso, se la stessa rigidità che si adotta quando si abbraccia un simile stile alimentare, la si ponesse nella “comune” alimentazione, si otterrebbero risultati certamente migliori in termini non solo estetici ma anche di salute. In fin dei conti quello che spesso affascina è l’idea di porre rimedio in fretta agli errori commessi, continuando per altro a commetterne.

Maggiori dettagli ai link:
https://news.ok.ubc.ca/2019/03/27/on-the-keto-diet-ditch-the-cheat-day-says-ubc-study/
https://link.springer.com/article/10.1007/s00394-019-02036-y