Ad ogni allenamento la sua musica

Argomento della 414° puntata - 28 aprile 2020

La musica è probabilmente la compagna più utile e fedele di chi si allena, a tal punto importante che può essere considerata una forma di doping. Un interessante studio si è spinto oltre valutando quali discipline possono beneficare maggiormente della musica e quale sia quella ottimale.

Ascoltare la musica che possiede un ritmo elevato riduce la percezione dello sforzo fisico e di conseguenza ne aumenta l’intensità o la durata. Questo beneficio sembra essere maggiormente considerevole per chi pratica attività di endurance come il running, mentre sembra essere meno determinante per discipline come il bodybuilding o la pesistica, che spesso richiedono una maggiore concentrazione.

E’ evidente che siamo in un campo altamente soggettivo, come differenti possono essere le emozioni che un brano può suscitare e la conseguente reazione individuale. Tuttavia sembrerebbe confermata una correlazione perfino con l’induzione ad un incremento della frequenza cardiaca correlato con le battute del brano musicale.

Non meno interessante è segnalare che questa ricerca è tutta Italiana ed è stata condotta presso l’università di Verona. Il sostegno della musica potrebbe rivelarsi utile non solo nel supportare le performance di medio/alto livello, ma aiutare anche quelle persone che trovano difficoltoso o perfino noioso approcciare con lavori di endurance che invece hanno fondamentali ricadute anche per la salute del cuore.

D.: A questo proposito potremmo fornire qualche suggerimento per una playlist ai nostri ascoltatori?

Certamente si, soprattutto per coloro che si allenano con l’obiettivo di restare in forma, e quindi senza velleità agonistiche, il suggerimento è quello di strutturare una sequenza di brani che possa ricalcare l’andamento del proprio workout, con un brano d’apertura che abbia un ritmo crescente ma non eccessivo, seguito da 5/6 brani più sostenuti e infine un ultimo che riporti gradualmente verso la fase di riposo.

Questa che può sembrare una cosa banale, in realtà presenta una serie di vantaggi che vanno oltre quello che abbiamo già detto, ossia non solo sostiene lo sforzo e riduce la sensazione di affaticamento, ma fornisce la corretta andatura da tenere in allenamento per evitare sia una attività troppo blanda che una troppo intensa.

Per chi corre all’aperto, e le condizioni climatiche lo consentono, è anche una strategia per valutare senza altri accessori i propri progressi, perché facilmente memorizziamo in quale punto dell’itinerario parte un brano rispetto ad un altro, ed è appagante verificare in modo empirico l’incremento della propria andatura.

Esistono infine dei veri e propri test di percezione dell’affaticamento, i famosi talk test, che hanno una stretta correlazione con l’intensità dello sforzo, riuscire ad esempio a canticchiare qualche parte dei brani nel corso del lavoro, è uno strumento facile per capire di essere in fascia lipolitica, ossia quel livello di intensità maggiormente affine all’uso dei grassi durante l’allenamento ma allo stesso modo, se riusciamo con troppa disinvoltura a correre e cantare, è evidente che il livello di sforzo fisico è davvero troppo blando e non possiamo considerarlo per nulla allenante.