4 ingredienti + 1 per vivere 100 anni

Argomento della 411° puntata - 10 aprile 2020

Mentre qualcuno continua ostinatamente a promettere di poter far vivere anche 120 anni, non senza crearci un business sopra, la scienza ci indica 4 semplici fattori che possono certamente aiutarci a raggiungere i 100 o comunque a restare in salute il più a lungo possibile.

Il primo elemento è l’olio d’oliva, ma attenzione perché la questione è un po’ più complessa. Quello che la ricerca ci indica è che sono proprio i grassi di cui è composto l’olio d’oliva (ricco sia di acidi grassi monoinsaturi, tra cui l’acido oleico, che acidi grassi polinsaturi) a fare la differenza, ma le modalità attraverso cui l’intero meccanismo funziona si basano su altri 2 ingredienti: il digiuno e l’attività fisica.

Infatti per massimizzare i benefici occorre che tali acidi grassi vengano assorbiti e utilizzati dalle nostre cellule. L’assorbimento avviene nel corso del processo digestivo, ma è poi necessario innescare anche l’utilizzo, elemento che si può ottenere sia per tramite di periodi di digiuno più o meno prolungato, che attraverso l’attività fisica. Questo processo, che può apparire banale, è alla base di un più ampio studio finalizzato alla ricerca di farmaci antiaging specifici.

Nel mentre in Italia tendiamo ad americanizzarci usando sempre più spesso un grasso ateromatoso come il burro di arachidi, questa ricerca proviene dalla nostra tanto citata America, che continua a studiare i nostri migliori prodotti.

D: considerato che l’olio è uno dei pilastri della dieta mediterranea, penso sia facile intuire quale possa essere il quarto ingrediente, o sbaglio?

Non sbagli affatto, perché il quarto ingrediente è proprio la stessa dieta mediterranea, anche questa immeritatamente criticata da chi crede che si fondi su pizza, pane e pasta. Uno studio piuttosto lungo, su un campione di oltre 600 persone over 65, ha infatti constatato come la dieta mediterranea sia fondamentale nel mantenimento di un migliore assetto relativamente al nostro microbiota, ossia le specie batteriche che colonizzano il nostro intestino e che tante altre volte abbiamo citato.

Il microbiota è importante per numerosi aspetti, inclusa la salubrità del sistema immunitario, ma è fortemente connesso con gli stati infiammatori cronici che, proprio a causa di una sua alterazione, coinvolgono le persone in sovrappeso così come gli anziani, e sono alla base di numerosi fattori degenerativi che determinano la comparsa di patologie anche estremamente gravi così come la compromissione cognitiva.

Secondo uno degli ultimi studi (e sulla dieta mediterranea ne sono stati condotti a centinaia) un anno di dieta mediterranea è un toccasana per ripristinare il giusto rapporto tra le specie batteriche con un determinante effetto antinfiammatorio, ma anche il mantenimento di migliori livelli di forza e di memoria.

Per chi si stesse chiedendo quale sia il quinto elemento (avendo parlato di 4 +1), non è altro che un buon bicchiere di vino rosso da consumare durante i pasti, anche questo elemento della dieta mediterranea che determina una serie di benefici anche di natura cardiocircolatoria e antiossidante.

Ulteriori approfondimenti:
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Charles P. Najt, et al. Lipid Droplet-Derived Monounsaturated Fatty Acids Traffic via PLIN5 to Allosterically Activate SIRT1. Molecular Cell, 2020; 77 (4): 810
Tarini Shankar Ghosh, et al. Mediterranean diet intervention alters the gut microbiome in older people reducing frailty and improving health status: the NU-AGE 1-year dietary intervention across five European countries. Gut, 2020;