La follia del NO alle olimpiadi di Roma

L’alternativa a una sberla è NON dare una sberla e non tagliare le mani alle persone a scopo preventivo! Negare la possibilità di fare le Olimpiadi è una dichiarazione di incapacità e non il desiderio di prevenire gli illeciti. E’ evidente che non facendo le cose la corruzione e le ruberie non possono esserci, ma questo non è sinonimo di virtù e di onestà (come piace urlare a qualcuno) ma di manifesta e dichiarata incapacità di cambiare le cose. Siccome altri invece di fare hanno rubato, noi non facciamo nulla ed evitiamo che si ripeta. Una simile decisione è un atto di resa!

Leggo tanti commenti di chi afferma “ come godo”, gode cioè del NO alle olimpiadi, ma se si fermassero a pensare è lo stesso godimento di quel marito che per fare torto alla moglie decise di tagliarsi le palle (scusate la franchezza). E’ un godimento che non nasce da una analisi critica, ma dal fideismo politico, per effetto del quale poco importa se si perdono o non si creano i potenziali posti di lavoro, i finanziamenti, la visibilità a livello mondiale, l’indotto turistico e non solo, l’importante è che le decisioni siano avverse a quello che si ritiene il nemico politico del momento.

Allo stesso modo il marito che fece il gesto insano non valutò il disastro che stava determinando sul suo corpo, l’importante era l’intento folle di fare un torto alla moglie, che evidentemente di mariti e di amanti poteva trovarne altri, mentre per lui un simile taglio si rivelò definitivo.

Questo è lo stato dell’arte in cui siamo arrivati come Popolo, passando dalla voglia di fare per migliorare se stessi, al godimento per il fallimento altrui, che gradualmente e inevitabilmente porterà verso il proprio fallimento. Non eleggiamo più rappresentati politici che possano cambiare le cose, ci accontentiamo che dichiarino di vivere in miseria come noi, che alimentino l’insito desiderio di violenza verbale delle masse malcelato dalla più finta delle indignazioni. Perché gli stessi che si indignano per l’agire del politico di turno sono quelli che trovano normale cercare una raccomandazione per sé stessi, parcheggiare in doppia fila, che si lamentano di una multa, che fanno uno scontrino ogni 3 consumazioni o che delle otto ore lavorative 3 le passano a leggere il giornale e inveire contro la classe dirigente che non fa il proprio lavoro.

Se abbiamo il timore che ospitando le olimpiadi si possano arricchire corrotti e corruttori, allora smettiamola anche di costruire strade, ponti e ospedali, fermiamo i concorsi pubblici, blocchiamo ogni cosa e dichiariamo la resa.

Non vorrei dover scegliere fra un ladro e un incapace i cui successi principali sono like e condivisione di messaggi su facebook con scritto “svegliaaaaa”, “ incredibile non era mai successo primaaaaa”, “ condividi prima che censurinooooo”, con sotto un elenco di webeti in ordine alfabetico. Non vorrei avere come leader qualcuno che si preoccupa di prendere in giro un rivale politico perché incapace di parlare in inglese e in 24 ore dimostra di non saper coniugare i verbi in italiano, di non conosce la storia né la geografia. Non voglio qualcuno che mi elenchi le colpe degli altri, ma che mi faccia vedere i propri meriti. Vorrei qualcuno che dimostrasse di essere diverso organizzando le olimpiadi e facendolo bene, qualcuno che le palle dimostri di averle, e non che speri negli applausi tagliandosele sulla pubblica piazza! Essere onesti nell’immobilismo non è solo facile, è perfettamente inutile.

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